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La corruzione - Un flagello da combattere, ma non una fatalità

Mongolian Anti-Corruption Campaign - The writing on the blue background reads: “Fight corruption decisively!”I danni provocati dalla corruzione alla lotta contro la povertà sono noti: investimenti fraudolenti, sottrazione di fondi pubblici a fini privati, piccola corruzione che opera come un’imposta senza scopo di ridistribuzione, impunità che grava sulla credibilità del sistema giudiziario e, di conseguenza, di tutto l’apparato statale. Per far arretrare questo flagello, la DSC interviene a livello sia dello Stato, sia del cittadino.

Lo sapevate che...

La Comunità internazionale riconosce apertamente il problema della corruzione e cerca soluzioni soltanto da un decennio. Prima, la corruzione era un tabù per tutti, anche per le agenzie internazionali di sviluppo.

La Banca Mondiale valuta la corruzione a 1000 miliardi di dollari – a fronte di un aiuto allo sviluppo che totalizza 100 miliardi.

Nessun paese ne è immune, ma la corruzione ha effetti particolarmente gravi nei paesi in via di sviluppo, dove molto spesso la situazione economica dello Stato è gravissima nonostante l’abbondanza di ricchezze naturali. Le popolazioni povere si ritrovano ostaggio di simili contesti, sprovviste di potere di negoziazione e prive dei mezzi che consentirebbero di sopperire alla carenza di infrastrutture e di servizi pubblici dovuta alla corruzione.

Un attacco mirato su due fronti
Per combattere in modo efficace questo flagello occorre innanzitutto distinguere due livelli di lotta alla corruzione: da un canto, si può affrontare il problema in modo diretto – riforme del diritto penale, agenzie anti-corruzione, protezione degli informatori; dall’altro, considerandola più come un sintomo di malgoverno, si interviene a livello delle cause, in modo indiretto – promozione dell’accesso all’informazione, riforme della giustizia, riforme del servizio pubblico, meccanismi di «resoconto» tra cittadini e governi, appalti pubblici.

Nella linea di mira della DSC: L’accento su interventi indiretti, più efficaci

La DSC privilegia il raggruppamento degli interventi sul piano governativo attraverso riforme istituzionali ed azioni che coinvolgono la società civile, come la sensibilizzazione, gli approcci partecipativi, gli audit sociali, il giornalismo investigativo. Secondo l’esperienza della DSC, gli interventi indiretti esplicano effetti più significativi. Le riforme di gestione che mirano ad una maggiore trasparenza ed efficacia dell’apparato statale hanno come effetto indiretto, ma durevole, di diminuire il livello di corruzione. Queste conclusioni confermano alcuni risultati pubblicati dalla Banca Mondiale, che dimostrano che sovente il finanziamento di agenzie anti-corruzione non è seguito dai risultati sperati, e che è meglio agire sulle condizioni quadro.

La società civile, un contropotere importante
La scelta dei tipi di intervento dipende dal contesto specifico del paese interessato, ossia, tra l’altro, dalla domanda e della motivazione del governo al potere, del livello di democratizzazione già raggiunto, dall’esistenza e dal dinamismo della società civile. Nel caso ideale, infatti, non bisognerebbe limitarsi ad operare sul piano governativo, ma si dovrebbe coinvolgere anche questa stessa società civile che rappresenta un contropotere importante, diremmo essenziale nel gioco democratico di una società. È per questo che nei suoi paesi partner la DSC sostiene il lavoro di arringa, sensibilizzazione e interpellanza dello Stato effettuato dalle ONG locali. In numerosi paesi, come il Burkina Faso, il Pakistan o il Nepal, esistono gruppi di cittadini che si sono dati per mandato di sorvegliare ciò che fa il loro governo e di proporre riforme. La DSC li sostiene in questo lavoro talvolta rischioso. I progressi sono lenti, ma i governi di questi paesi sanno che devono ormai fare i conti con forze d’interpellanza vive.

Un programma di sostegno al giornalismo investigativo
In taluni contesti i mass media hanno bisogno di una spintarella per avere più competenze d’inchiesta e d’indagine. La DSC ha così lanciato un programma di sostegno al giornalismo investigativo che ha già preso avvio in Tanzania. A livello locale, dove la DSC ha numerosi programmi di decentramento, la società civile può anche svolgere il ruolo di controllare certuni flussi finanziari e partecipare all’elaborazione del bilancio.

ICAR, o il rimpatrio dei fondi sottratti
La malversazione è un problema diffuso nei paesi in via di sviluppo. Di recente la DSC ha creato, con altri finanziatori, un Centro internazionale per il recupero di averi sottratti (International Centre for Asset Recovery ICAR), che offre consulenza e assistenza ai paesi i cui fondi sono stati sottratti e depositati in centri finanziari.

In questo processo le agenzie di donatori hanno il loro ruolo da giocare. Possono in particolare aiutare i paesi in via di sviluppo, attraverso offerte di formazione e d’assistenza, a rintracciare, confiscare e rimpatriare i prodotti della corruzione, del riciclaggio di denaro e dei delitti connessi.

Segnalare corruzione, malversazioni, abusi e perdite

Persona di contatto sul tema: René Holenstein

Ulteriori informazioni e documenti

Documenti
  • Combattre la corruption
    Stratégie de la DDC 2006
    Prelievo (PDF, 1073 KB) [de]   [en]   [fr]   [es]  
    Ordina
  • Anti Corruption Posters from Mongolia
    Prelievo (PDF, 860 KB) [en]  
  • Challenging Common Assumptions on Corruption and Democratisation
    Key Recommendations and Guiding Principles
    Prelievo (PDF, 801 KB) [en]  

Links esterni
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